Talo (guardiano di Creta)

Talo nelle Argonautiche di Apollonio Rodio: il custode di Creta, la vena vulnerabile presso la caviglia e l’incantesimo di Medea.

Talo è l’uomo di bronzo che impedisce agli Argonauti di approdare a Creta nelle Argonautiche di Apollonio Rodio. Il poeta lo presenta come ultimo superstite della stirpe bronzea e dono di Zeus a Europa.

La custodia dell’isola

Talo percorre Creta tre volte al giorno. Quando la nave si avvicina, stacca rocce dalla scogliera e le usa per respingere gli stranieri.

Il punto vulnerabile

Il corpo è di bronzo e invulnerabile, ma presso la caviglia una vena è protetta soltanto da una pelle sottile. È il punto da cui dipende la sua sopravvivenza.

Medea e la caduta

Medea invoca potenze di morte e agisce con il proprio sguardo. Talo, mentre solleva pietre, urta la caviglia contro una roccia appuntita: l’icore fuoriesce e il guardiano crolla.

Il limite della versione

In questo passo Medea non svita un tappo dal corpo di Talo. La scheda mantiene distinta la sequenza narrata da Apollonio, senza aggiungervi meccanismi ricavati da altre tradizioni.

Fonti antiche

Apollonio Rodio, Argonautiche 4.1638–1693. Testi dei passi nella raccolta Theoi.