Tifone

Tifone in Esiodo e nella Biblioteca: Gea e Tartaro, le teste serpentiformi e le diverse sequenze del conflitto con Zeus.

Tifone, o Tifeo, è il grande avversario di Zeus. Esiodo e la Biblioteca ne collegano la nascita a Gea e Tartaro, ma collocano la vicenda in sequenze narrative differenti.

La Teogonia

Esiodo introduce Tifeo dopo l’espulsione dei Titani dal cielo. Dalle sue spalle crescono cento teste di serpente; le voci passano dal linguaggio comprensibile agli dèi ai versi di animali diversi. Il suo potere minaccia il dominio di Zeus.

Il fulmine

Zeus affronta l’avversario con tuono, folgore e fulmine. Lo abbatte e lo getta nel Tartaro. La descrizione coinvolge cielo, mare e terra, sconvolti dal calore e dallo scontro.

La sequenza della Biblioteca

Nel mitografo la nascita di Tifone segue invece la sconfitta dei Giganti: Gea, ancora adirata, lo genera in Cilicia. La guerra contro i Titani e quella contro i Giganti non devono essere fuse in un solo evento per rendere coincidenti i due racconti.

Fonti antiche

Esiodo, Teogonia 820–868; Pseudo-Apollodoro, Biblioteca 1.6.3. Testi dei passi nella raccolta Theoi.