Etere

Figura della luminosità celeste, generata dalla Notte e da Erebo nella Teogonia.

Figura della luminosità celeste, generata dalla Notte e da Erebo nella Teogonia.

Nome greco: Αἰθήρ.

Identità

Etere nasce dalla Notte e da Erebo: Esiodo nomina insieme Etere e Giorno come frutto della loro unione (Teogonia 123–125). La genealogia segue l’apparizione di Caos e la nascita da Caos di Erebo e della Notte.

Racconti e genealogia

Questa successione colloca Etere fra le figure delle prime fasi del cosmo, prima dell’elenco dei Titani. Il nome richiama l’etere, la regione luminosa dell’aria, ma il breve passo esiodeo non costruisce una biografia individuale del dio.

È importante separare la nascita di Etere e Giorno dai figli che la Notte genera senza unione amorosa nei versi 211–225. Il poema attribuisce esplicitamente ai primi due l’unione con Erebo; non autorizza a estendere lo stesso padre a tutta la discendenza della Notte.

Precisazioni di lettura

Etere non è Urano: quest’ultimo viene generato da Gea e costituisce una figura distinta della cosmogonia. Nemmeno Elio è un altro nome di Etere: il Sole appartiene alla discendenza di Teia e Iperione. Altre genealogie di Etere richiedono fonti proprie e non vanno introdotte come varianti presenti in questo passo.

Fonti antiche

Per Esiodo, traduzione di H. G. Evelyn-White (1914); per l’Iliade, A. T. Murray. La scheda riguarda i passi indicati e non costituisce un catalogo completo delle testimonianze.

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