Nike alata avanza verso un altare con le braccia tese, su una lekythos attica a figure rosse.

Nike

La Vittoria divina, figlia di Stige e Pallante nella Teogonia.

Immagine in evidenza. Nike che corre verso un altare: lekythos attica a figure rosse attribuita al Pittore di Karlsruhe, 450–425 a.C. The Metropolitan Museum of Art, inv. 41.162.153. Fotografia in pubblico dominio. Scheda museale.

La Vittoria divina, figlia di Stige e Pallante nella Teogonia.

Nome greco: Νίκη.

Identità

Nike, la Vittoria, nasce dall’unione di Stige e Pallante insieme a Zelo, Cratos e Bia (Teogonia 383–385). Pallante è figlio di Crio ed Euribia; Stige appartiene alla discendenza di Oceano e Teti. Nike non è dunque una delle dodici divinità titaniche originarie.

Racconti e genealogia

Quando Zeus chiama gli dèi a sostenerlo contro i Titani, promette di preservare gli onori di chi lo aiuterà e di attribuirne a chi ne è privo. Stige, seguendo il consiglio di Oceano, arriva per prima con i figli (386–398).

Zeus concede a Stige il privilegio del giuramento divino e dispone che i suoi figli vivano sempre accanto a lui (399–403). La presenza della Vittoria presso Zeus esprime nel racconto il consolidamento della sua sovranità.

Precisazioni di lettura

Nei versi citati Nike non è descritta attraverso ali, corona o palma: quegli attributi devono essere documentati con testimonianze figurative o letterarie appropriate. Nike resta inoltre una figura distinta da Atena, anche quando altre testimonianze associano vittoria e culto di Atena.

Fonti antiche

Per Esiodo, traduzione di H. G. Evelyn-White (1914); per l’Iliade, A. T. Murray. La scheda riguarda i passi indicati e non costituisce un catalogo completo delle testimonianze.

Indice delle divinità