Echidna è una figura mostruosa della Teogonia. Esiodo la descrive attraverso l’unione di un aspetto femminile e di uno serpentino.
La forma e la dimora
Una metà è quella di una ninfa dal bel viso; l’altra è un serpente enorme e terribile. Echidna abita una caverna nascosta sotto una roccia, lontana dagli uomini e dagli dèi. Il poeta la presenta come immortale e immune dalla vecchiaia.
La discendenza
Dall’unione con Tifaone nasce una stirpe di creature mostruose. Nei versi qui considerati Esiodo nomina Orto, cane di Gerione, e Cerbero, il cane di Ade.
Le teste di Cerbero
La Teogonia attribuisce a Cerbero cinquanta teste. La celebre forma a tre teste è attestata in altre testimonianze: la scheda del cane infero permette il confronto. Le genealogie dei mostri non vanno ricomposte uniformando dettagli che gli autori antichi presentano diversamente.
Fonti e testi consultabili
Esiodo, Teogonia 295–312. Testo e passi antichi consultati.
Sintesi originale in italiano dei passi indicati. Il collegamento esterno consente di consultare una traduzione inglese delle fonti.
