Sirene

Le Sirene nell’Odissea: l’avvertimento di Circe, la cera, i legami all’albero della nave e la promessa di conoscenza del loro canto.

Le Sirene sono le figure dal canto irresistibile che Odisseo incontra nel libro 12 dell’Odissea. Circe lo avverte che chi si avvicina ignaro non farà ritorno alla famiglia.

L’avvertimento

Le Sirene siedono in un prato circondate dai resti degli uomini morti. Circe ordina di chiudere con cera le orecchie dei rematori. Se Odisseo desidera ascoltare, dovrà farsi legare all’albero della nave e chiedere ai compagni di stringere i legami qualora implori di essere liberato.

La promessa del canto

Le Sirene si rivolgono all’eroe chiamandolo per nome. Promettono piacere e conoscenza: affermano di sapere ciò che Greci e Troiani hanno sofferto a Troia e quanto accade sulla terra.

La navigazione continua

Odisseo fa cenno di scioglierlo, ma i compagni aggiungono legami e continuano a remare. Soltanto quando la voce non è più udibile lo liberano e tolgono la cera dalle proprie orecchie.

Fonti e testi consultabili

Omero, Odissea 12.39–54; 12.158–200. Testo e passi antichi consultati.

Sintesi originale in italiano dei passi indicati. Il collegamento esterno consente di consultare una traduzione inglese delle fonti.