Le Muse sono le dee del canto e dell’ispirazione poetica. Nella Teogonia di Esiodo sono nove figlie di Zeus e Mnemosine.
Origine e nomi
Esiodo racconta che Zeus si unisce per nove notti a Mnemosine nella Pieria. Da questa unione nascono nove figlie concordi, dedite al canto (Teogonia 53–67). I nomi sono Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania e Calliope (75–79). Talia, la Musa, va distinta dall’omonima Carite.
Il dono del canto
Il proemio le presenta sul monte Elicona: danzano e cantano le genealogie degli dèi. Incontrano Esiodo mentre custodisce gli agnelli, gli consegnano un ramo d’alloro e gli infondono una voce capace di celebrare passato e futuro (1–34). La scena fonda l’autorità del poeta sul dono ricevuto dalle dee.
Poesia e parola pubblica
Il loro potere riguarda anche la parola dei sovrani. Calliope accompagna i re: le Muse rendono persuasivo il discorso con il quale un buon giudice compone una contesa (80–93). Il canto può inoltre alleviare il dolore di chi ascolta le imprese degli uomini e degli dèi (94–103).
Le competenze delle nove sorelle
Esiodo nomina le nove Muse, ma non assegna a ciascuna il sistema completo di arti e generi letterari noto dalle classificazioni successive. La distinzione fra poesia epica, storia, astronomia e altri ambiti va documentata nelle fonti pertinenti, senza retroproiettarla interamente su questo proemio.
