Immagine in evidenza. Statuetta di Zeus o Giove, bronzo, epoca romana imperiale, I–III secolo d.C. The Metropolitan Museum of Art, inv. 96.18.6. Fotografia: The Met, pubblico dominio. Scheda dell’opera.
Zeus è il sovrano degli dèi nella tradizione greca. Il cielo è la sua parte nella divisione del mondo raccontata nell’Iliade; la folgore è l’arma attraverso cui afferma il proprio potere nella Teogonia. Le fonti lo presentano come figlio di Crono e Rea, fratello di Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone.
| Nome greco | Ζεύς; genitivo Διός |
|---|---|
| Genitori | Crono e Rea |
| Ambiti qui documentati | Sovranità divina, cielo, tuono e folgore |
| Fonti principali | Esiodo, Teogonia; Omero, Iliade; Pseudo-Apollodoro, Biblioteca |
Nascita e salvezza da Crono
Esiodo racconta che Crono inghiotte i figli appena nati: ha appreso da Gaia e Urano che uno di loro gli toglierà il regno. Quando sta per nascere Zeus, Rea chiede aiuto ai propri genitori. Il bambino viene nascosto a Creta, mentre a Crono è consegnata una pietra avvolta in fasce. Nel racconto esiodeo Zeus è il più giovane dei figli di Crono e Rea (Teogonia, 453–491).
La Biblioteca dello Pseudo-Apollodoro precisa diversamente luoghi e protagonisti: Zeus nasce in una grotta del Dicte, viene affidato ai Cureti e alle ninfe Adrastea e Ida e nutrito con il latte di Amaltea. I Cureti battono le lance contro gli scudi perché Crono non oda il pianto (Biblioteca, 1.1.6–7). Sono dettagli di questa versione, che non devono essere attribuiti indistintamente a Esiodo.
La conquista del regno
Nella Teogonia Crono restituisce i figli grazie ai consigli di Gaia e all’azione di Zeus. Il dio libera inoltre i fratelli del padre, i Ciclopi, che gli donano tuono, fulmine e folgore (492–506). Dopo la lotta contro i Titani gli dèi, su consiglio di Gaia, invitano Zeus a regnare; egli distribuisce loro gli onori (881–885).
Nello Pseudo-Apollodoro è invece Metis a somministrare a Crono il farmaco che gli fa rigettare prima la pietra e poi i figli. La guerra dura dieci anni; i Ciclopi consegnano armi anche ad Ade e Poseidone. Il sorteggio assegna a Zeus il cielo, a Poseidone il mare e ad Ade il regno dei morti (Biblioteca, 1.2.1).
Metis, Era e la discendenza divina
Esiodo presenta Metis come la prima sposa di Zeus. Gaia e Urano lo avvertono che, dopo una figlia, Metis genererà un figlio destinato a regnare: Zeus la inghiotte. Atena nasce poi dalla sua testa (Teogonia, 886–900 e 924–926). Non è quindi corretto eliminare Metis dalla genealogia esiodea di Atena.
La successione delle unioni comprende Themis, madre delle Ore e delle Moire; Eurinome, madre delle Cariti; Demetra, madre di Persefone; Mnemosine, madre delle Muse; Leto, madre di Apollo e Artemide. Era è presentata come l’ultima sposa e genera con Zeus Ebe, Ares e Ilizia (901–923). Questo elenco riporta la sequenza esiodea, non una genealogia unica valida per ogni autore.
Una variante da conservare: l’età di Zeus
Nell’Iliade Zeus rivendica di essere più anziano di Poseidone; Iris ripete questa pretesa (Iliade, 15.165–166 e 181–182). Il dato differisce dalla sequenza di nascita esiodea. Il repertorio mantiene entrambe le testimonianze senza correggere un poema attraverso l’altro.
Un’immagine di culto: Zeus a Olimpia
Pausania descrive lo Zeus di Fidia seduto sul trono, realizzato in oro e avorio. Tiene una Nike nella destra e uno scettro sormontato da un’aquila nella sinistra (Descrizione della Grecia, 5.11.1). È la descrizione di una precisa immagine di culto, non una regola che esaurisca tutte le rappresentazioni del dio.
Fonti e testi consultabili
- Esiodo, Teogonia: 453–506; 881–929.
- Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro 1: 1.1.5–7; 1.2.1; 1.3.1 e 1.3.6.
- Omero, Iliade, libro 15: 165–193.
- Pausania, Descrizione della Grecia, libro 5: 5.11.1.
I collegamenti rimandano a traduzioni inglesi dei testi antichi: H. G. Evelyn-White per Esiodo, J. G. Frazer per la Biblioteca, A. T. Murray per Omero e W. H. S. Jones per Pausania. Il testo italiano della scheda è una sintesi originale; non contiene citazioni tradotte presentate come testo dell’autore.
