Inno omerico a Demetra

L’Inno omerico a Demetra: il rapimento di Persefone, la ripartizione dell’anno e l’istituzione dei riti collegati a Eleusi.

L’Inno omerico a Demetra è il secondo componimento nella raccolta degli Inni omerici. La denominazione tradizionale della raccolta non autorizza ad assegnarne automaticamente l’autoria al poeta dell’Iliade.

Il rapimento

L’inizio presenta Persefone mentre raccoglie fiori con le figlie di Oceano. La terra si apre nella pianura di Nisa; Ade la rapisce con il consenso di Zeus. La giovane grida e Demetra ne ode la voce.

La ripartizione dell’anno

Nel messaggio finale di Rea, Persefone deve trascorrere un terzo dell’anno nel mondo sotterraneo e due terzi con la madre e gli altri immortali. Questa è la proporzione dichiarata nel testo.

La rivelazione dei riti

Demetra fa rifiorire la terra e insegna i riti ai sovrani nominati dal poema, fra i quali Trittolemo, Eumolpo e Celeo. Il testo lega alla conoscenza dei misteri una sorte favorevole oltre la morte.

Un limite essenziale

La narrazione è fondamentale per il legame fra la dea ed Eleusi, ma non consegna al lettore la descrizione completa delle pratiche iniziatiche: ne ribadisce anzi il carattere riservato.

Fonti antiche

Inno omerico 2, a Demetra, 1–39 e 459–489. Testi dei passi nella raccolta Theoi.