I Fasti sono il poema con cui Ovidio indaga i giorni del calendario romano, le feste e i racconti che ne spiegano l’origine. Sono una fonte diversa dalle sue Metamorfosi.
Il programma iniziale
Nel proemio il poeta annuncia l’ordine dell’anno, le sue cause e i fenomeni celesti. Si rivolge a Germanico e presenta insieme antichi riti, ricorrenze e memorie della casa imperiale.
L’incontro con Giano
Nel primo libro la domanda sull’aspetto del dio dalle due facce introduce un dialogo. Giano risponde spiegando le proprie funzioni di apertura, chiusura e custodia dei passaggi: l’interlocuzione divina diventa un modo per esporre le origini.
Come consultare il poema
Le spiegazioni dei riti sono inserite in una costruzione poetica. Vanno citate indicando libro e versi, distinguendo la voce del narratore dalle parole attribuite agli interlocutori. La presenza di un racconto nei Fasti attesta la versione di Ovidio; non dimostra, da sola, che quella fosse l’unica interpretazione romana del rito.
Fonti antiche
Ovidio, Fasti 1.1–26 e 1.89–144. Testi dei passi nella raccolta Theoi.
