Anfora a figure nere: Era a sinistra, Iris alata e il leone di Nemea.

Era

Era nelle fonti antiche: la regina degli dèi, genealogia, figli, varianti sulla nascita di Efesto e testimonianze di culto nell’Heraion argivo.

Immagine in evidenza. Era, Iris e il leone di Nemea su un’anfora attica a figure nere, attribuita al Pittore di Diosphos, circa 500 a.C. The Metropolitan Museum of Art, inv. X.21.15. Fotografia: The Met, pubblico dominio. Scheda dell’opera.

Era è la sorella e sposa di Zeus, figlia di Crono e Rea. L’Inno omerico a Era la celebra come regina degli immortali, onorata dagli dèi dell’Olimpo. Nei racconti epici la relazione con Zeus comprende conflitti e opposizioni; nelle testimonianze di culto la dea possiede santuari e forme di venerazione proprie.

Nome greco Ἥρα
Genitori Crono e Rea
Sposo Zeus, che è anche suo fratello
Figli con Zeus in Esiodo Ebe, Ares e Ilizia
Posizione divina Regina degli immortali; il suo rapporto con matrimonio e condizione coniugale emerge anche dalle tradizioni locali

Genealogia e regalità

Esiodo annovera Era tra i figli che Crono inghiotte per impedire che gli venga sottratta la sovranità (Teogonia, 453–467). Più avanti la presenta come l’ultima sposa di Zeus nella propria successione di unioni divine e come madre di Ebe, Ares e Ilizia (921–923). Lo Pseudo-Apollodoro conserva lo stesso gruppo di figli della coppia (Biblioteca, 1.3.1).

Il breve Inno omerico a Era, numero 12 della raccolta, insiste sulla sua dignità: è la dea dal trono d’oro, figlia di Rea, sorella e sposa di Zeus, venerata dagli immortali. Il testo offre un ritratto diverso da una definizione limitata alla gelosia coniugale.

Efesto: le fonti non dicono tutte la stessa cosa

Nella Teogonia Era genera Efesto senza unirsi a Zeus, durante il conflitto con il marito (927–929). La Biblioteca riprende questa tradizione, ma aggiunge che secondo Omero Efesto sarebbe figlio di entrambi (Biblioteca, 1.3.5). La seconda attribuzione va presentata come testimonianza dello Pseudo-Apollodoro sulla tradizione omerica, senza fingere che Esiodo fornisca la medesima genealogia.

Il poeta esiodeo colloca la nascita di Efesto dopo quella di Atena dalla testa di Zeus; il testo parla dell’ira e del dissidio di Era. Ridurre il passo a una formula psicologica moderna farebbe perdere la distinzione fra ciò che il poema racconta e ciò che un interprete ne ricava.

Era e l’Argolide

Pausania riferisce una contesa per la terra argiva fra Era e Poseidone. I fiumi Inaco, Cefiso e Asterione decidono in favore della dea; Poseidone, adirato, fa scomparire le loro acque (Descrizione della Grecia, 2.15.5). È una tradizione locale riferita dall’autore, non la cronaca di un avvenimento storico.

Nell’Heraion argivo Pausania vede una grande statua della dea, opera di Policleto, in oro e avorio. Era è seduta sul trono; sulla corona sono rappresentate Cariti e Ore. In una mano tiene una melagrana, nell’altra uno scettro con un cuculo. Pausania spiega il cuculo attraverso il racconto di Zeus trasformato nell’uccello durante il corteggiamento, ma dichiara di non credere a questa storia (2.17.4). Il suo dissenso fa parte della testimonianza e va conservato.

Il medesimo santuario ospita un pavone d’oro e pietre preziose dedicato da Adriano: Pausania precisa che l’uccello è considerato sacro a Era (2.17.6). La testimonianza documenta l’associazione in questo contesto; non prova che essa fosse identica in ogni epoca.

Le forme coniugali della dea a Stinfalo

Pausania riporta che nella tradizione dell’antica Stinfalo Era riceveva tre appellativi, legati alla condizione di fanciulla, di sposa di Zeus e di separata dal marito dopo un litigio (Descrizione della Grecia, 8.22.2–3). L’ultimo è reso convenzionalmente come “vedova”, ma nel racconto Zeus non è morto: la dea si è allontanata da lui. Pausania aggiunge che nella città del suo tempo i tre santuari non esistevano più.

Fonti e testi consultabili

Testi consultabili nelle traduzioni inglesi di H. G. Evelyn-White, J. G. Frazer e W. H. S. Jones. La scheda offre una sintesi originale in italiano e distingue racconto poetico, tradizione locale e osservazioni dell’autore antico.

Voci collegate: Zeus · Poseidone