Momo, in greco Momos, è il Biasimo personificato. La Teogonia (214) lo presenta come figlio della Notte, generato senza unione con un altro dio.
Il nome e la funzione
La figura rende personale la censura che trova difetti nelle opere e nei comportamenti. Il passo esiodeo ne stabilisce la genealogia, ma non gli attribuisce una lunga storia.
La critica delle opere divine
Nella favola di Babrio 59, Momo giudica l’uomo, il toro e la casa, opere presentate da tre divinità. Rimprovera all’uomo di non avere una finestra sul cuore, attraverso cui gli altri possano riconoscerne i pensieri, e trova difetti anche nelle altre creazioni.
Una tradizione da distinguere
La scena favolistica sviluppa la funzione del personaggio in modo narrativo e comico. Non appartiene al racconto della Teogonia e va attribuita alla propria fonte.
