Aidos

Aidos nelle fonti greche: il pudore e il rispetto personificati, l’abbandono degli uomini con Nemesi e le testimonianze di Pausania.

Aidos è il pudore o rispetto personificato. Il nome greco comprende il ritegno davanti a un comportamento disonorevole e la considerazione dovuta agli altri: tradurlo soltanto con «vergogna» ne restringe il significato.

L’abbandono degli uomini

Nelle Opere e i giorni, Esiodo descrive il deterioramento dei rapporti fra genitori e figli, ospiti e ospitanti, fratelli e compagni. Al culmine della previsione Aidos e Nemesi, avvolte in vesti bianche, lasceranno la terra per raggiungere gli immortali. Agli uomini resteranno sofferenze senza difesa contro il male.

Le testimonianze di culto

Pausania ricorda ad Atene un altare di Aidos. Presso Sparta riferisce invece una tradizione sull’immagine dedicata da Icario nel luogo dove Penelope si sarebbe velata il volto, manifestando la volontà di partire con Odisseo.

Come leggere la figura

Il futuro annuncio di Esiodo e i racconti locali di Pausania sono testimonianze distinte: la personificazione poetica non sostituisce la documentazione dei singoli culti.

Fonti e testi consultabili

Esiodo, Opere e i giorni 197–201; Pausania 1.17.1; 3.20.10–11. Testo e passi antichi consultati.

Sintesi originale in italiano dei passi indicati. Il collegamento esterno consente di consultare una traduzione inglese delle fonti.