Statuetta romana in bronzo di Apollo nudo, con le braccia abbassate e traccia della faretra sulla spalla.

Apollo

Apollo nelle fonti antiche: figlio di Zeus e Leto, nascita a Delo, arco e lira, peste nell’Iliade, oracolo di Delfi e varianti sul serpente.

Immagine in evidenza. Apollo, statuetta in bronzo di epoca romana imperiale, I–II secolo d.C. The Metropolitan Museum of Art, inv. 96.9.401. Fotografia: The Met, pubblico dominio. Scheda dell’opera.

Apollo è una divinità greca dell’arco, della musica e della profezia. Figlio di Zeus e Leto e fratello di Artemide, può portare la morte con le frecce e ricevere preghiere perché allontani il male. L’Inno omerico ad Apollo collega la sua nascita a Delo e la fondazione del suo oracolo alla regione di Delfi.

Nome greco Ἀπόλλων
Genitori Zeus e Leto
Sorella Artemide
Ambiti qui documentati Profezia, musica, arco, malattia e suo allontanamento
Luoghi principali nella scheda Delo e Delfi

Genealogia e nascita a Delo

Esiodo attribuisce a Leto e Zeus Apollo e Artemide, indicandoli fra i più belli dei figli di Urano (Teogonia, 918–920). Il lungo Inno omerico ad Apollo sviluppa la ricerca di un luogo che accolga Leto: le terre temono il futuro potere del dio e rifiutano di riceverlo, finché Delo accetta, dopo aver ottenuto un giuramento che le assicuri un santuario (3.30–88).

Leto soffre per nove giorni e nove notti. Ilizia è trattenuta sull’Olimpo per iniziativa di Era; le altre dee mandano Iris a chiamarla. Quando la dea del parto raggiunge Delo, Apollo viene alla luce. Themis gli offre nettare e ambrosia; il bambino si libera dalle fasce e proclama che gli saranno cari la lira e l’arco e che annuncerà agli uomini la volontà di Zeus (3.89–132).

Una distinzione fra le versioni della nascita

All’inizio dell’Inno ad Apollo, Artemide è detta nata a Ortigia e Apollo a Delo (3.14–18). Nella Biblioteca, invece, Leto giunge a Delo e genera prima Artemide, che poi la aiuta a partorire Apollo (1.4.1). Il ruolo di Artemide come assistente al parto appartiene a questa seconda testimonianza e non va inserito senza indicazione nella scena dell’Inno.

La peste nell’Iliade

Il primo libro dell’Iliade si apre con una pestilenza provocata da Apollo. Agamennone ha respinto e offeso Crise, sacerdote del dio, che chiedeva la restituzione della figlia. Apollo ascolta la sua preghiera, scende dall’Olimpo con arco e faretra e colpisce prima muli e cani, poi gli uomini; le pire dei morti ardono nell’accampamento (1.8–52).

Achille propone di consultare un indovino o un sacerdote per conoscere la causa dell’ira e placare il dio. Calcante possiede l’arte profetica ricevuta da Apollo (1.53–72). Il passo mette in rapporto la malattia, l’offesa religiosa e la conoscenza necessaria per porvi rimedio.

Delfi e il serpente: due racconti

Nella parte pitica dell’Inno ad Apollo il dio cerca il luogo in cui stabilire il proprio oracolo. Giunge a Crisa, sotto il Parnaso, e dispone le fondamenta del tempio. Presso una sorgente uccide con l’arco una creatura serpentina femminile, che aveva allevato Tifaone. L’Inno collega il nome Pito al marcire del suo corpo, attraverso una spiegazione poetica del nome (3.282–374).

Lo Pseudo-Apollodoro racconta invece che Apollo apprende la divinazione da Pan, nella genealogia particolare che il passo gli assegna, e giunge a Delfi, dove Themis pronunciava già oracoli. Uccide il serpente Pitone, che gli impedisce di avvicinarsi, e assume il controllo dell’oracolo (Biblioteca, 1.4.1). Il nome Pitone e questo passaggio di autorità appartengono al racconto della Biblioteca; la scheda mantiene separati i due testi.

Apollo e Helios

Nella genealogia esiodea Apollo è figlio di Zeus e Leto, mentre Helios, il Sole, nasce da Iperione e Theia (Teogonia, 371–374 e 918–920). In questi passi sono due divinità distinte. Le associazioni e identificazioni solari sviluppate in altre tradizioni richiedono fonti proprie e non cancellano tale distinzione.

Fonti e testi consultabili

Il testo italiano è una sintesi originale dei passi indicati. I collegamenti esterni consentono di consultarli nelle traduzioni inglesi di H. G. Evelyn-White (Esiodo e Inni omerici), J. G. Frazer (Biblioteca), A. T. Murray (Omero) e A. W. Mair (Callimaco), secondo le opere citate. La scheda presenta un primo nucleo documentato, non un catalogo completo di tutte le tradizioni.

Voci collegate: Artemide · Zeus · Era