Artemide in bronzo, con veste corta e stivali, alza la mano destra verso la spalla.

Artemide

Artemide nelle fonti antiche: figlia di Zeus e Leto, caccia, verginità, aiuto alle partorienti e varianti del mito di Atteone.

Immagine in evidenza. Artemide, statuetta greca in bronzo, epoca ellenistica, III–I secolo a.C. The Metropolitan Museum of Art, inv. 1980.303.3. Fotografia: The Met, pubblico dominio. Scheda dell’opera.

Artemide è una divinità greca della caccia e dei paesaggi montani, figlia di Zeus e Leto e sorella di Apollo. I testi la descrivono vergine, armata di arco e accompagnata da ninfe. In Callimaco la dea è anche soccorritrice delle donne durante il parto: la sua vita lontana dalle nozze non la separa dalle vicende della nascita.

Nome greco Ἄρτεμις
Genitori Zeus e Leto
Fratello Apollo
Ambiti qui documentati Caccia, montagne, danza e assistenza al parto
Condizione Dea vergine

La nascita e il rapporto con Apollo

Esiodo nomina Artemide e Apollo come figli di Leto e Zeus (Teogonia, 918–920). Nell’Inno omerico ad Apollo Artemide nasce a Ortigia e il fratello a Delo (3.14–18). Lo Pseudo-Apollodoro conserva una versione diversa: Leto partorisce entrambi a Delo, prima Artemide e poi Apollo, assistita dalla figlia appena nata (Biblioteca, 1.4.1).

Le fonti concordano sul legame familiare, ma distribuiscono diversamente luoghi e ruoli. La scheda conserva la differenza senza sostituire tutte le tradizioni con una sola scena.

La caccia e la danza negli Inni omerici

L’Inno omerico 27 segue Artemide sulle montagne: incoraggia i cani, tende l’arco d’oro e colpisce le fiere. Quando ha terminato la caccia, raggiunge la dimora di Apollo a Delfi, depone arco e frecce e guida la danza delle Muse e delle Cariti (1–20).

Anche l’Inno ad Afrodite unisce attività diverse: Artemide ama la caccia, l’arco, la musica, la danza, i boschi ombrosi e le città degli uomini giusti. È una delle tre dee che Afrodite non può sottomettere al desiderio, insieme ad Atena ed Estia (5.7–33). La dea non è quindi definita soltanto dall’isolamento selvatico.

La bambina sulle ginocchia di Zeus

Callimaco apre il proprio Inno ad Artemide con la dea ancora bambina, seduta sulle ginocchia del padre. Chiede di conservare per sempre la verginità, di avere molti nomi, arco e frecce, una veste adatta alla caccia, compagne e montagne. Chiede sessanta figlie di Oceano per il coro e venti ninfe di Amniso che si prendano cura dei suoi calzari e dei cani (3.1–18).

Artemide dichiara che abiterà sulle montagne e scenderà nelle città per aiutare le donne quando la chiameranno durante il parto. In questa versione le Moire le hanno assegnato tale compito fin dalla nascita, perché Leto l’ha generata senza dolore. Zeus accoglie le richieste e le concede anche città e la custodia di strade e porti (3.18–39). È il racconto di Callimaco, distinto da quello della Biblioteca in cui Artemide assiste alla nascita di Apollo.

Atteone: una storia con più cause

La Biblioteca racconta che Atteone, figlio di Autonoe e Aristeo e allievo di Chirone nella caccia, muore sul Citerone divorato dai propri cani. Per la versione che il mitografo presenta come più diffusa, ha visto Artemide mentre si bagnava: la dea lo trasforma in cervo e rende folli i cinquanta cani, che lo sbranano senza riconoscerlo (3.4.4).

Lo stesso passo attribuisce ad Acusilao un’altra spiegazione: Atteone muore per l’ira di Zeus, perché corteggiava Semele. In questa variante la causa della morte non è il bagno di Artemide. Presentare la vicenda soltanto come punizione inflitta dalla dea cancellerebbe una testimonianza che la fonte conserva espressamente.

Artemide e Selene

Nella Teogonia Selene, la Luna, è figlia di Iperione e Theia, mentre Artemide è figlia di Zeus e Leto (371–374 e 918–920). La distinzione vale per questa genealogia. Il rapporto di Artemide con la luna in altre tradizioni deve essere documentato a parte, evitando di attribuirlo automaticamente a ogni testo antico.

Fonti e testi consultabili

Il testo italiano è una sintesi originale dei passi indicati. I collegamenti esterni consentono di consultarli nelle traduzioni inglesi di H. G. Evelyn-White (Esiodo e Inni omerici), J. G. Frazer (Biblioteca), A. T. Murray (Omero) e A. W. Mair (Callimaco), secondo le opere citate. La scheda presenta un primo nucleo documentato, non un catalogo completo di tutte le tradizioni.

Voci collegate: Apollo · Atena · Zeus