Circe

Circe nell’Odissea: figlia di Elio e Perse, l’isola di Eea, i compagni trasformati e l’aiuto di Ermes a Odisseo.

Circe è la dea che Odisseo incontra sull’isola di Eea nel libro 10 dell’Odissea. Il poema la presenta come figlia di Elio e Perse, sorella di Eeta.

I compagni trasformati

Circe trasforma in porci i compagni entrati nella sua casa. Quando Odisseo si avvia a cercarli, Ermes gli consegna l’erba chiamata moly, capace di proteggerlo dai farmaci della dea.

Il giuramento

La pozione non trasforma Odisseo. Seguendo le istruzioni ricevute, egli estrae la spada; prima di accettare l’intimità proposta da Circe, le impone di giurare che non gli farà altro male.

La liberazione come condizione

Quando viene invitato a mangiare, Odisseo rifiuta finché non vedrà liberi i compagni. La vicenda è raccontata dall’eroe ai Feaci: anche questa cornice narrativa fa parte della testimonianza.

Fonti e testi consultabili

Omero, Odissea 10.133–139; 275–396. Testo e passi antichi consultati.

Sintesi originale in italiano dei passi indicati. Il collegamento esterno consente di consultare una traduzione inglese delle fonti.