Immagine in evidenza. Ermes, statuetta in bronzo catalogata come greca o romana, I secolo a.C.–II secolo d.C. The Metropolitan Museum of Art, inv. 97.22.1. Fotografia: The Met, pubblico dominio. Scheda dell’opera.
Ermes è il messaggero degli dèi e una divinità dell’ingegno, degli scambi e dei passaggi. Nell’Inno omerico a Ermes inventa la lira e ruba le vacche di Apollo nel giorno stesso della nascita. Nell’Odissea guida le anime dei morti; nell’Inno a Demetra riconduce Persefone dal mondo di Ade.
Identità e genealogia
| Nome greco | Ἑρμῆς |
|---|---|
| Genitori | Zeus e Maia |
| Luogo della nascita nell’Inno | Una grotta sul monte Cillene, in Arcadia |
| Funzioni qui documentate | Messaggero, inventore, custode delle mandrie, scambi e guida dei morti |
| Oggetto nell’Odissea | Verga d’oro, con cui addormenta o desta |
Esiodo presenta Ermes come figlio di Zeus e Maia, figlia di Atlante, e come araldo degli immortali (Teogonia, 938–939). L’Inno omerico 4 descrive Maia appartata in una grotta, dove Zeus si unisce a lei di notte mentre Era dorme (1–19). Il dio nasce all’alba, suona la lira a mezzogiorno e ruba le vacche alla sera (17–19).
Racconti principali
La tartaruga e l’invenzione della lira
Appena uscito dalla grotta, Ermes incontra una tartaruga. La porta dentro e ne ricava uno strumento: sistema canne, pelle bovina, bracci e traversa, poi tende sette corde di budello ovino. Prova i suoni e canta la propria nascita dall’unione di Zeus e Maia (Inno a Ermes, 20–61). L’invenzione musicale precede il furto.
Le vacche di Apollo
Al tramonto Ermes raggiunge la Pieria e separa cinquanta vacche dalla mandria di Apollo. Per confondere le tracce ne inverte la direzione e si costruisce calzature con rami. Conduce gli animali verso l’Alfeo; ne uccide due, prepara la carne e la distribuisce in dodici porzioni. Pur desiderando assaggiarla, non la mangia. Poi nasconde le prove e torna nella culla, fingendosi un neonato incapace di quelle imprese (68–153).
Il racconto lo presenta già capace di rivendicare un posto fra gli immortali: alla madre dichiara che non vuole rimanere nella grotta privo degli onori, delle preghiere e delle offerte ricevuti dagli altri dèi (155–181).
La riconciliazione con Apollo
Apollo scopre il responsabile e porta la contesa davanti a Zeus. La soluzione arriva attraverso la musica: il suono della lira affascina Apollo, ed Ermes gli dona lo strumento. Apollo lo riconosce custode delle mandrie; i due tornano sull’Olimpo e Zeus si rallegra della loro amicizia. L’accordo viene consolidato da promesse reciproche (Inno a Ermes, 416–549).
Nel poema Apollo conserva la prerogativa di conoscere e proclamare il consiglio di Zeus: non concede a Ermes la stessa forma di profezia. Gli indica invece un’altra pratica divinatoria, legata a tre figure femminili alate sul Parnaso (533–566). L’intesa distribuisce competenze, oltre a risolvere il furto.
La guida fra vivi e morti
All’inizio del libro 24 dell’Odissea Ermes conduce le anime dei pretendenti uccisi da Odisseo. Tiene una verga d’oro con cui può addormentare o svegliare; le anime lo seguono fino al prato degli asfodeli (24.1–14). Questa azione documenta la funzione per cui viene comunemente definito psicopompo, cioè guida delle anime.
Nell’Inno a Demetra Zeus gli affida un viaggio diverso: raggiungere Ade e riportare Persefone alla madre. Ermes trasmette l’ordine, prende le redini del carro e conduce la giovane fino al tempio di Demetra (2.334–385). La figlia ritorna viva alla luce; non è una delle anime condotte nell’Odissea.
Precisazioni per leggere il dio
- Lira e Apollo: nell’Inno a Ermes l’inventore è Ermes; Apollo riceve lo strumento da lui.
- Furto e scambio: il medesimo poema collega il dio sia all’inganno sia alle transazioni fra uomini (4.516–517). Le due funzioni convivono.
- La verga d’oro: il passo dell’Odissea ne descrive l’effetto sul sonno, senza menzionare due serpenti avvolti. Le forme iconografiche del caduceo richiedono testimonianze specifiche.
Fonti e testi consultabili
- Esiodo, Teogonia: 938–939.
- Inno omerico 4, a Ermes: 1–181; 416–566.
- Omero, Odissea, libro 24: 1–14.
- Inno omerico 2, a Demetra: 334–385.
Sintesi originale in italiano. I testi collegati sono disponibili in traduzioni inglesi di H. G. Evelyn-White e, per Omero, A. T. Murray. I riferimenti individuano i passi su cui si fonda questa scheda; il repertorio sarà ampliato con ulteriori testimonianze.
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