Grifoni

I Grifoni in Erodoto e nel Prometeo incatenato: i custodi dell’oro, gli Arimaspi e i limiti delle testimonianze geografiche.

I Grifoni appartengono ai racconti antichi sulle regioni estreme e sui tesori d’oro. Erodoto ne parla distinguendo quanto ha appreso dai racconti altrui dalla conoscenza sicura.

L’oro del settentrione

Nel libro terzo delle Storie riferisce che gli Arimaspi, uomini con un solo occhio, sottrarrebbero l’oro ai Grifoni. Premette però di non poter spiegare con certezza come quell’oro venga prodotto.

Una catena di testimonianze

Nel libro quarto attribuisce al poema di Aristea una successione di popoli e creature oltre gli Issedoni. Un altro passo precisa che il racconto arriva dagli Issedoni agli Sciti e dagli Sciti ai Greci. Non è la descrizione di un animale osservato direttamente dall’autore.

L’avvertimento a Io

Nel Prometeo incatenato i Grifoni sono presentati come creature dal becco aguzzo, accostate ai cani di Zeus, presso un corso d’acqua aurifero. La voce conserva queste specifiche attestazioni senza trasformare la geografia del racconto in una localizzazione zoologica moderna.

Fonti antiche

Erodoto, Storie 3.116.1, 4.13.1 e 4.27.1; Prometeo incatenato 802–806, tradizione eschilea. Testi dei passi nella raccolta Theoi.