Icaro

Icaro nelle fonti antiche: le ali costruite da Dedalo, la caduta nel mare in Ovidio e la diversa versione della fuga per nave in Diodoro.

Icaro è il figlio di Dedalo che muore durante la fuga da Creta. Il racconto più celebre è quello del volo narrato da Ovidio.

Le ali e l’avvertimento

Nelle Metamorfosi (8.183–235), Dedalo lega le penne con filo e cera e costruisce due paia d’ali. Prima di partire raccomanda al figlio una via intermedia: troppo in basso l’acqua potrebbe appesantire le penne, troppo in alto il sole potrebbe danneggiarle.

La caduta

Icaro abbandona la guida paterna e sale. Il calore scioglie la cera, le penne si staccano e il ragazzo cade nel mare che prenderà il suo nome. Dedalo cerca il figlio, ne ritrova il corpo e lo seppellisce.

Una morte senza ali

Diodoro Siculo (4.77.5–6) riporta anche una fuga in nave: Icaro muore cadendo in mare durante lo sbarco su un’isola. Questa variante non va trasformata in un episodio aggiuntivo del volo ovidiano.

Fonti antiche

Ovidio, Metamorfosi 8.183–235; Diodoro Siculo, Biblioteca storica 4.77.5–6.

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