Il Sonno divino, figlio della Notte e fratello di Thanatos.
Nome greco: Ὕπνος.
Identità
Esiodo presenta Ipno, il Sonno, fra i figli che la Notte genera senza unione amorosa (Teogonia 211–225). Nella descrizione delle regioni oscure del cosmo, Ipno e Thanatos abitano un luogo che il Sole non raggiunge; il Sonno percorre però la terra e il mare, ed è mite verso gli uomini (758–766).
Racconti e genealogia
Nell’Iliade 14 Era gli chiede di addormentare Zeus. Ipno esita: in passato aveva già aiutato la dea a ingannare Zeus, permettendole di scatenare una tempesta contro Eracle. Per sfuggire all’ira del dio aveva cercato rifugio presso la Notte, che Zeus non aveva voluto offendere. Era gli promette allora Pasitea come sposa; Ipno pretende un giuramento sulle acque di Stige e accetta (230–291).
Quando Zeus si addormenta accanto a Era, Ipno corre da Poseidone e lo invita ad aiutare gli Achei (352–360). Nel libro 16, Sonno e Morte trasportano invece il corpo di Sarpedonte in Licia, dopo che Apollo lo ha preparato secondo l’ordine di Zeus (666–683).
Precisazioni di lettura
Il Sonno non è Thanatos: Esiodo distingue la mitezza dell’uno dall’inflessibilità dell’altro. La somiglianza e la parentela non annullano le funzioni diverse. Anche il giuramento e la promessa di Pasitea appartengono a una specifica scena omerica, non alla genealogia della Teogonia.
Fonti antiche
- Teogonia 211–225; 758–766. Consulta la traduzione inglese ospitata da Theoi.
- Iliade 14.230–291; 352–360. Consulta la traduzione inglese ospitata da Theoi.
- Iliade 16.666–683. Consulta la traduzione inglese ospitata da Theoi.
Per Esiodo, traduzione di H. G. Evelyn-White (1914); per l’Iliade, A. T. Murray. La scheda riguarda i passi indicati e non costituisce un catalogo completo delle testimonianze.
