Psiche accanto all’aquila di Giove con un recipiente per le acque dello Stige, tra creature mostruose.

Stige

Stige è una figlia di Oceano e Teti nella Teogonia: il suo nome designa una figura divina e le acque sulle quali gli dèi giurano (346–361; 775–806).

Stige — Στύξ

Identità e fonte

Stige è una figlia di Oceano e Teti nella Teogonia: il suo nome designa una figura divina e le acque sulle quali gli dèi giurano (346–361; 775–806).

Racconto e genealogia

Con Pallante genera Zelo, Nike, Cratos e Bia. Quando Zeus chiede agli immortali di sostenerlo contro i Titani, Stige giunge per prima con i figli, seguendo il consiglio di Oceano. Zeus le assegna l’onore di essere il grande giuramento degli dèi; i figli rimangono presso di lui (383–403).

Precisazioni di lettura

Quando nasce una contesa fra gli dèi, Iris reca le sue acque in un recipiente d’oro. Lo spergiuro comporta un anno senza respiro, cibo divino o voce, seguito da nove anni di esclusione dalle assemblee e dai banchetti: non si tratta della morte dell’immortale. La Teogonia non descrive qui un traghetto delle anime attraverso Stige.

Fonti antiche

Esiodo, Teogonia, vv. 346–361; 383–403; 775–806. Traduzione inglese di H. G. Evelyn-White (1914), ospitata da Theoi.

Questa prima scheda riguarda i passi esiodei indicati e verrà ampliata con altre testimonianze identificate separatamente.

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