Titanide, compagna di Zeus e madre di figure dell’ordine nella Teogonia.
| Nome greco | Θέμις |
|---|---|
| Generazione | Titani; figli di Gea e Urano nella Teogonia |
| Fonte principale | Esiodo, Teogonia |
Identità nella Teogonia
Temi è figlia di Gea e Urano e appartiene alle dodici divinità della prima generazione titanica elencate da Esiodo. Nella parte conclusiva della Teogonia entra nella genealogia della famiglia di Zeus.
Genealogia e ruolo nel poema
Dopo Metis, Zeus prende in moglie Temi. Dalla loro unione nascono le Ore: Eunomia, Dike ed Eirene, nomi che richiamano buon ordinamento, giustizia e pace. Il poeta dice che esse vegliano sulle opere dei mortali (901–903).
Lo stesso passo attribuisce a Zeus e Temi anche le Moire: Cloto, Lachesi e Atropo, che assegnano agli esseri umani beni e mali (904–906). La genealogia colloca così l’ordinamento della vita mortale entro la sovranità di Zeus.
Precisazioni di lettura
Esiodo aveva già presentato le Moire fra le figlie della Notte (211–225). Le due genealogie si trovano nello stesso poema e vanno riportate entrambe, senza inventare una conciliazione. Temi e Dike non sono la stessa figura: nel passo citato Dike è sua figlia. Le immagini moderne della giustizia bendata non costituiscono, da sole, documentazione della sua iconografia greca.
Fonti antiche
- Esiodo, Teogonia, vv. 133–138; 211–225; 901–906. Consulta la traduzione inglese di H. G. Evelyn-White (1914), ospitata da Theoi.
Questa prima scheda riguarda i passi esiodei indicati: non è un catalogo completo delle testimonianze sulla divinità.
