Frammento di coppa a figure rosse con Gea che emerge dalla terra e solleva il piccolo Erittonio verso Atena.

Gea

Gea, o Gaia, è la Terra nella tradizione greca. Nella Teogonia viene all’esistenza fra le realtà delle origini, genera Urano, i Monti e Ponto e diventa madre di numerose generazioni divine. Il poema le attribuisce anche

Gea, o Gaia, è la Terra nella tradizione greca. Nella Teogonia viene all’esistenza fra le realtà delle origini, genera Urano, i Monti e Ponto e diventa madre di numerose generazioni divine. Il poema le attribuisce anche un ruolo decisivo nei conflitti per la sovranità.

Identità e genealogia

Nome greco Γαῖα; anche Γῆ
Rese italiane Gea e Gaia
Identità Terra
Figli generati senza unione nella Teogonia Urano, i Monti e Ponto

Racconti e testimonianze

La Terra e le prime generazioni

Esiodo presenta Gaia dopo Caos e la definisce fondamento stabile degli dèi. Genera Urano, uguale a lei, perché la ricopra interamente e offra sede agli immortali; poi genera i Monti e Ponto, il Mare, senza unione amorosa (Teogonia, 116–132).

Dall’unione con Urano nascono i Titani e le Titanidi, fra cui Oceano, Rea, Themis, Mnemosine e Crono. Nascono inoltre i Ciclopi e i tre figli dalle cento braccia: Cotto, Briareo e Gige (133–153).

La rivolta contro Urano

Urano nasconde i figli nella Terra e non li lascia venire alla luce. Gaia soffre e prepara una falce, invitando i figli a punire il padre. Crono accetta, viene collocato in agguato e recide i genitali di Urano quando il Cielo si stende sulla Terra (154–182).

Gaia riceve le gocce di sangue cadute da Urano: da esse nascono le Erinni, i Giganti e le ninfe Melie. Afrodite nasce invece nella spuma attorno ai genitali gettati in mare; la distinzione fra sangue e spuma è parte della sequenza del racconto (183–206).

Rea e Zeus

Quando Crono inghiotte i figli, Rea chiede aiuto a Gaia e Urano. Gaia partecipa al piano che permette di nascondere Zeus a Creta; più tardi il poema collega ai suoi consigli la restituzione dei figli inghiottiti da Crono (453–506).

Dopo la vittoria contro i Titani è ancora Gaia a suggerire agli dèi di scegliere Zeus come re (881–885). Tuttavia è anche madre, dall’unione con Tartaro, di Tifeo, che minaccia il dominio di Zeus (820–868). Il poema conserva entrambi i ruoli.

La madre che nutre

L’Inno omerico 30 celebra la Terra come madre che nutre gli esseri della terra, del mare e dell’aria. Le attribuisce raccolti, bestiame e prosperità e la saluta come madre degli dèi e sposa del Cielo stellato (30.1–19).

Precisazioni

  • Il nome: Gea e Gaia sono due rese del nome della medesima figura, non due dee separate.
  • L’origine: nei versi iniziali della Teogonia Gaia non è detta figlia di Caos.
  • La funzione narrativa: essere madre e nutrice non la rende estranea ai conflitti di potere del poema.

Fonti e testi consultabili

Sintesi originale in italiano. I testi collegati sono traduzioni inglesi dei passi antichi: H. G. Evelyn-White per Esiodo e gli Inni omerici, J. G. Frazer per la Biblioteca e A. T. Murray per Omero, secondo le opere citate. La scheda presenta un primo nucleo documentato, da ampliare con ulteriori testimonianze.

Voci collegate: Caos · Urano · Zeus · Indice delle divinità