Notte, in greco Nyx, è una delle potenze delle origini nella Teogonia. Nasce da Caos e, unita a Erebo, genera Etere e Giorno. È anche madre di una vasta serie di figure divine, fra cui Sonno, Morte e Sogni. Nell’Iliade protegge il Sonno dall’ira di Zeus.
Identità e genealogia
| Nome greco | Νύξ |
|---|---|
| Origine in Esiodo | Caos |
| Unione genealogica | Erebo |
| Figli dall’unione con Erebo | Etere e Giorno |
Testimonianze e racconti
La Notte nata da Caos
Nella sequenza iniziale della Teogonia Erebo e Notte nascono da Caos. Notte, unita a Erebo, genera Etere e Giorno (123–125). Il poema attribuisce quindi a una potenza oscura anche una discendenza legata alla luce.
La Notte non è figlia di Zeus né una sua creazione in questo sistema. Il suo ramo genealogico precede quello della generazione olimpica.
La discendenza della Notte
Esiodo le attribuisce Moros, le potenze del destino mortale, la Morte, il Sonno e i Sogni; seguono Biasimo, Dolore, Esperidi, Moire, Nemesi, Inganno, Philotes, Vecchiaia ed Eris. Per la serie il poeta precisa l’assenza di unione amorosa (211–225).
La discendenza non costituisce un elenco omogeneo di esseri malvagi. Sonno, Sogni, Philotes e altre figure hanno nomi e funzioni differenti; la maternità comune non li rende equivalenti.
La dimora e l’alternanza con il Giorno
Nella geografia profonda del poema, Notte e Giorno si incontrano sulla soglia di una dimora che non li contiene mai insieme: mentre uno percorre la terra, l’altra attende il proprio turno. Notte porta in braccio Sonno, fratello di Morte (744–757).
Le dimore di Sonno e Morte sono poi descritte nella stessa regione. Il primo è mite verso gli uomini, il secondo ha cuore inflessibile (758–766).
La protezione del Sonno
Nell’Iliade il Sonno racconta a Era che, dopo aver addormentato Zeus in un precedente inganno, si rifugiò presso Notte. Zeus rinunciò a colpirlo per timore di recare offesa alla Notte (14.249–261). La scena documenta l’autorità della figura attraverso la scelta del re degli dèi.
Precisazioni
- Le Moire: Esiodo le colloca fra le figlie della Notte, ma nella stessa Teogonia le presenta anche come figlie di Zeus e Themis (901–906). Le due attribuzioni vanno riportate senza sopprimerne una.
- La discendenza: Etere e Giorno nascono dall’unione con Erebo; la successiva serie è presentata senza unione amorosa.
- Il nome: “Notte” traduce la figura divina nei passi qui indicati; non ogni occorrenza della parola notte in un poema designa un personaggio genealogico.
Fonti
- Esiodo, Teogonia: 123–125; 211–225; 744–766; 901–906.
- Omero, Iliade, libro 14: 249–261.
Sintesi originale in italiano, fondata sui passi indicati. I collegamenti rimandano alle traduzioni inglesi di H. G. Evelyn-White, A. T. Murray e J. G. Frazer secondo le opere citate. La scheda è un primo nucleo documentato, aperto ad ampliamenti.
Voci collegate: Caos · Erebo · Zeus · Indice delle divinità
