Medea è la giovane dalla quale dipende l’aiuto decisivo a Giasone nel terzo libro delle Argonautiche. Apollonio Rodio ne rappresenta estesamente l’incertezza e il sapere dei farmaci.
La decisione
Nella notte che precede l’incontro, Medea oscilla fra la volontà di salvare lo straniero e il timore di disonorare la casa. Apre una cassetta che contiene sostanze capaci di guarire o di uccidere. Il pensiero della morte lascia poi spazio all’attaccamento alla vita e alla decisione di aiutare l’eroe.
Il farmaco di Prometeo
All’alba sceglie il preparato chiamato prometeico. Il poema lo fa nascere dall’icore di Prometeo caduto sulla terra. Per il giorno della prova, il corpo unto con esso può resistere al bronzo e al fuoco.
La Medea di questa fonte
Questi episodi presentano la figura nella fase colchica del racconto di Apollonio. Non devono essere letti come una descrizione immutabile di ogni Medea della poesia e del teatro antichi.
Fonti e testi consultabili
Apollonio Rodio, Argonautiche 3.771–868. Consulta il testo e i passi antichi.
