Apate, figlia di Nyx ed Erebo, era la personificazione dell’inganno e della frode. Nella mitologia greca, quando Pandora aprì il vaso, Apate fu uno degli spiriti malefici che ne uscirono, e la leggenda narra che Era si servì proprio di questo spirito per smascherare un tradimento del suo consorte Zeus, il quale, sotto sembianze umane, voleva congiungersi con la mortale Semele.
Furibonda per l’ennesimo tradimento dello sposo, Era decise di ricorrere all’inganno. Si recò a Tebe e, sotto le mentite spoglie di Beroe, la vecchia nutrice di Semele (figlia di Cadmo, a sua volta figlio di Agenore, re di Tiro, e di Telefassa, e fratello di Europa), consigliò a Semele di pretendere dall’amante Zeus una prova del suo effettivo amore, ovvero che le rivelasse la sua vera identità.
La dea, abilmente, riuscì a piantare nel cuore della mortale Semele il seme della sua stessa gelosia, tanto che quella pretese che Zeus si unisse a lei non sotto mentite spoglie mortali, come aveva sempre fatto con tutte le altre sue amanti umane, bensì nella sua vera natura divina.
Purtroppo questa richiesta costò cara a Semele, poiché l’amore con un dio era puro fuoco, e perciò ella bruciò all’istante. Per fortuna Ermes riuscì a salvare il feto immaturo di Dioniso, frutto di quell’amplesso, da quel terribile rogo.
Una volta placata la rabbia di Era, Semele verrà accolta sull’Olimpo con il nome di Tione.
Nell’immagine: Giove e Semele, Pietro della Vecchia (1603-1678)
Fonti: Esiodo, Teogonia; Ovidio, Metamorfosi
Perché troverai più versioni
Chi ama il mito lo sa: non esiste “il” mito, esistono i miti. La stessa storia, in Esiodo, in Ovidio, in altri autori, cambia forma, nomi, dettagli, a volte persino il finale. È il suo modo di essere viva.
Su Viaggio nel Mito cerchiamo di riportare le fonti con onestà, segnalando le varianti dove ci sono e ammettendo le incertezze quando l’antichità stessa non concorda. Il lettore troverà così le voci diverse con cui il mito ha continuato a raccontarsi per tremila anni.
