Dioscuri

I Dioscuri sono Castore e Polluce, in greco Polideuce. Gli Inni omerici li celebrano come figli di Zeus e Leda, cavalieri e soccorritori dei naviganti.

I Dioscuri sono Castore e Polluce, in greco Polideuce. Gli Inni omerici li celebrano come figli di Zeus e Leda, cavalieri e soccorritori dei naviganti.

Castore e Polideuce

L’Inno omerico 17 presenta entrambi come figli di Zeus, nati da Leda sotto il Taigeto. Li chiama anche Tindaridi, collegandoli alla casa di Tindaro. «Polluce» è la forma italiana derivata dal nome latino; la forma greca è Polideuce.

Il soccorso nella tempesta

L’Inno omerico 33 descrive una nave sommersa dalle onde e i marinai che invocano i due fratelli dalla prua. I Dioscuri appaiono attraverso l’aria, placano i venti e spianano le onde: la loro manifestazione diventa segno di salvezza e sollievo dalla fatica.

I cavalli e il mare

La qualifica di cavalieri ricorre negli inni insieme con la protezione dei naviganti. Non è necessario ridurli a un solo ambito: la poesia conserva nello stesso gruppo divino il rapporto con i cavalli e quello con il viaggio per mare.

Una genealogia da distinguere

Questa scheda segue la versione degli inni, nei quali entrambi sono detti figli di Zeus. Le tradizioni che assegnano a Castore e Polideuce padri o condizioni differenti devono essere esposte separatamente, senza riscrivere il contenuto degli inni per uniformarlo a un’altra versione.

Fonti antiche