Immagine in evidenza. Eros dormiente, statua greca in bronzo, III–II secolo a.C. The Metropolitan Museum of Art, inv. 43.11.4; il sostegno è un’aggiunta moderna. Questa raffigurazione ellenistica del dio come bambino alato è successiva e diversa dalla figura cosmogonica descritta da Esiodo. Fotografia in pubblico dominio. Scheda museale.
La forza divina del desiderio fra le prime figure della cosmogonia esiodea.
Nome greco: Ἔρως.
Identità
Nella Teogonia Eros compare nelle primefasi del cosmo, dopo Caos, Gea e Tartaro (116–122). Esiodo non gli attribuisce qui dei genitori. Lo descrive come capace di sciogliere le membra e vincere pensiero e volontà di dèi e uomini.
Testimonianze antiche
Il suo ruolo iniziale è diverso da quello di una figura introdotta attraverso una normale discendenza familiare: il desiderio entra nella descrizione dei principi che rendono possibile il mondo delle relazioni e delle unioni. Il poema sviluppa poi numerose genealogie divine.
Quando Afrodite nasce e raggiunge il gruppo degli dèi, Eros e Imero la accompagnano (201–202). Eros è dunque già presente nel poema prima della nascita di Afrodite: questo passaggio lo colloca accanto alla dea senza chiamarlo suo figlio.
Varianti e distinzioni
Presentare Eros come figlio di Afrodite senza precisare la fonte cancellerebbe la particolarità della Teogonia. Altre genealogie e rappresentazioni, comprese quelle del giovane alato con arco e frecce, devono essere documentate separatamente. I versi iniziali non lo descrivono come un bambino che scocca frecce.
Fonti antiche
- Teogonia 116–122; 188–206. Traduzione inglese ospitata da Theoi.
Per Esiodo, traduzione di H. G. Evelyn-White (1914); per l’Iliade, A. T. Murray. Questa prima scheda riguarda le testimonianze indicate.
