I Sette contro Tebe sono la tragedia di Eschilo ambientata nella città minacciata dall’esercito argivo. L’apertura mette a confronto la responsabilità di Eteocle e il terrore della comunità.
Il custode della città
Eteocle paragona chi governa al timoniere di una nave. Se la difesa fallisse, su di lui ricadrebbero le accuse dei cittadini. Il linguaggio politico e quello della navigazione si intrecciano fin dal primo discorso.
Le porte e gli assalitori
Un esploratore riferisce i preparativi del nemico e invita a schierare i difensori presso le porte. La minaccia è descritta attraverso polvere, cavalli e armi.
La preghiera collettiva
Il coro delle donne di Tebe si rivolge agli dèi per evitare distruzione e schiavitù. Per la consultazione del mito è utile seguire insieme queste due prospettive: l’organizzazione della difesa e la paura di chi abita la città.
Fonte antica
Eschilo, Sette contro Tebe 1–127. Consulta il passo nella raccolta di testi antichi.
