Eunomia, Dike ed Eirene: figlie di Zeus e Temi nella Teogonia.
Nome greco: Ὧραι.
Identità
Esiodo presenta le Ore come figlie di Zeus e Temi e ne nomina tre: Eunomia, Dike ed Eirene (Teogonia 901–903). I nomi richiamano buon ordinamento, giustizia e pace; il poeta dice che esse vegliano sulle opere dei mortali.
Testimonianze antiche
La genealogia segue l’unione di Zeus con Metis e precede le altre discendenze divine del sovrano. Attraverso le Ore, il racconto collega la sovranità di Zeus e Temi a forme dell’ordine che riguardano la vita umana.
Nello stesso passo Temi genera anche le Moire. Le Ore e le Moire rimangono però due gruppi distinti, ciascuno con i propri nomi: non si tratta di due elenchi intercambiabili delle stesse tre dee.
Varianti e distinzioni
La parola greca non deve essere interpretata esclusivamente attraverso le moderne ore dell’orologio. Anche la consueta descrizione delle Ore come stagioni non basta a spiegare i nomi scelti in questo passo esiodeo. Altri elenchi, funzioni o numeri delle Ore vanno documentati nella fonte che li conserva.
Fonti antiche
- Teogonia 901–906. Traduzione inglese ospitata da Theoi.
Per Esiodo, traduzione di H. G. Evelyn-White (1914); per l’Iliade, A. T. Murray. Questa prima scheda riguarda le testimonianze indicate.
