Orfeo è il cantore al quale la Biblioteca attribuisce un canto capace di muovere alberi e pietre. Pseudo-Apollodoro lo collega a Calliope e a Eagro, conservando anche il nome di Apollo nella formulazione della paternità.
La discesa per Euridice
Euridice muore per il morso di un serpente. Orfeo scende nel regno dei morti per riportarla alla luce e persuade il sovrano infero a concederne il ritorno.
La condizione infranta
Il dio pone una condizione: durante il viaggio Orfeo non dovrà voltarsi finché non sarà giunto a casa. Il cantore si volta, guarda la moglie e la perde nuovamente. È questa la formulazione del limite nella Biblioteca, da distinguere dalle varianti di altri poemi.
Un canto che protegge
Nella stessa opera Orfeo compare fra gli Argonauti. Quando la nave passa presso le Sirene, il suo controcanto trattiene i compagni: il potere musicale interviene anche durante il viaggio di Giasone.
Fonti e testi consultabili
Pseudo-Apollodoro, Biblioteca 1.3.2; 1.9.16; 1.9.25. Testo e passi antichi consultati.
Sintesi originale in italiano dei passi indicati. Il collegamento esterno consente di consultare una traduzione inglese delle fonti.
