Le Supplici di Eschilo mettono al centro le figlie di Danao, fuggite dall’Egitto per sottrarsi alle nozze con i figli di Egitto.
L’approdo ad Argo
Nel canto iniziale le giovani invocano Zeus protettore dei supplici. Precisano di non essere esuli per una condanna pubblica relativa a un delitto di sangue: sono partite per rifiutare il matrimonio che le minaccia.
Il padre e gli emblemi della supplica
Danao le accompagna come consigliere e guida. Le figlie portano rami avvolti di lana, segni della loro richiesta di protezione, e invocano le potenze divine del luogo.
La discendenza da Io
Il legame con Argo passa attraverso Io, antenata della stirpe. Il prologo rende così la domanda di accoglienza anche una rivendicazione di parentela. La voce riguarda la tragedia di Eschilo, da distinguere dall’opera omonima di Euripide.
Fonte antica
Eschilo, Supplici 1–57. Consulta il passo nella raccolta di testi antichi.
