Pelope

Pelope nelle fonti antiche: il banchetto di Tantalo, il ritorno alla vita e la spalla d’avorio. La diversa posizione di Pindaro.

Pelope è il figlio di Tantalo al centro del racconto del banchetto offerto agli dèi. Le fonti non concordano sulla verità da attribuire a questa storia.

La restituzione alla vita

Nell’Epitome della Biblioteca Pelope viene ucciso e bollito per il banchetto divino, poi torna alla vita ancora più bello. Il passo ricorda anche il legame con Poseidone.

La spalla d’avorio

Ovidio descrive la spalla sinistra del giovane: quando gli dèi ne ricompongono il corpo, una parte mancante è sostituita con avorio. Il segno conserva la memoria della violenza subita.

Il dissenso di Pindaro

Nell’Olimpica prima Pindaro respinge invece come inaccettabile il racconto di dèi che mangiano carne umana. Il suo rifiuto appartiene alla storia del mito quanto le versioni che narrano il banchetto.

Fonte antica

Pseudo-Apollodoro, Epitome 2.3; Ovidio, Metamorfosi 6.405–411; Pindaro, Olimpica 1.25–53. Consulta il passo nella raccolta di testi antichi.