Io è una figura argiva legata a Zeus e al culto di Era. Pseudo-Apollodoro raccoglie già nella sua genealogia attribuzioni divergenti.
Chi è il padre?
La Biblioteca presenta Iaso come padre di Io, ma riferisce che Castore e molti tragici la consideravano figlia di Inaco, mentre Esiodo e Acusilao indicavano Pirene. I nomi appartengono a versioni differenti.
La trasformazione e Argo
Io è sacerdotessa di Era quando Zeus si unisce a lei. Nella sequenza del mitografo è Zeus a trasformarla in una giovenca bianca. Era ottiene l’animale e lo affida ad Argo; Ermes, incaricato di sottrarlo, uccide il custode.
Il viaggio
Era manda un tafano a tormentare Io. Dopo lunghe peregrinazioni la giovane raggiunge l’Egitto, riacquista la forma precedente e genera Epafo presso il Nilo. La trasformazione e la persecuzione hanno dunque agenti distinti in questa fonte.
Fonti e testi consultabili
Pseudo-Apollodoro, Biblioteca 2.1.3. Testo e passi antichi consultati.
Sintesi originale in italiano dei passi indicati. Il collegamento esterno consente di consultare una traduzione inglese delle fonti.
