Dike (Δίκη) è la Giustizia personificata. Esiodo la presenta come figlia di Zeus e Temi, una delle Ore, insieme con Eunomia ed Eirene.
Genealogia e identità
Nella Teogonia (901–903), le tre sorelle vegliano sulle opere dei mortali. Dike e sua madre Temi sono figure distinte: il rapporto genealogico non autorizza a sostituire automaticamente un nome con l’altro.
La giustizia ferita
Nelle Opere e giorni (220–224), Dike viene trascinata dove uomini corrotti pronunciano sentenze distorte. Piange e segue la città che l’ha respinta. Più avanti (256–262), siede accanto a Zeus e denuncia l’ingiustizia degli uomini: il male dei governanti può ricadere sulla comunità.
Come leggere la figura
Il nome indica sia la giustizia sia la dea che la rende presente nel racconto. In Esiodo questa personificazione dà una dimensione divina alla responsabilità di chi giudica.
