Pandora

Pandora nelle Opere e i giorni: la creazione, l’arrivo da Epimeteo, il pithos aperto e la speranza trattenuta sotto il coperchio.

Pandora è la donna che nelle Opere e i giorni viene preparata per ordine di Zeus dopo il furto del fuoco compiuto da Prometeo.

I doni degli dèi

Efesto ne modella la figura mescolando terra e acqua. Altre divinità le assegnano abiti, ornamenti, abilità e caratteristiche. Il poema spiega il nome Pandora collegandolo ai doni degli abitanti dell’Olimpo.

Epimeteo e il vaso

Ermes la conduce a Epimeteo, che accetta il dono dimenticando l’avvertimento del fratello. La donna solleva poi il grande coperchio del pithos, il vaso dal quale si diffondono i mali che affliggono gli uomini.

La speranza trattenuta

Elpis rimane dentro, sotto l’orlo: il coperchio le impedisce di uscire per volontà di Zeus. Il contenitore del testo è un grande vaso, non una scatola. Il fatto che Elpis resti all’interno va distinto dalle interpretazioni del suo significato, che il poema non risolve con una spiegazione univoca.

Fonti e testi consultabili

Esiodo, Opere e i giorni 42–105. Testo e passi antichi consultati.

Sintesi originale in italiano dei passi indicati. Il collegamento esterno consente di consultare una traduzione inglese delle fonti.