Sfinge

La Sfinge nella Biblioteca di Pseudo-Apollodoro: l’aspetto composito, l’enigma dell’uomo e la liberazione di Tebe per opera di Edipo.

La Sfinge è la creatura che opprime Tebe finché Edipo non risolve il suo enigma. Pseudo-Apollodoro ne racconta la vicenda durante il regno di Creonte.

Il flagello mandato da Era

Nella Biblioteca (3.5.8) è figlia di Echidna e Tifone e viene inviata da Era. Ha volto di donna, petto, zampe e coda di leone e ali d’uccello. Ha appreso dalle Muse l’enigma con il quale mette alla prova i Tebani.

Una voce, piedi diversi

La domanda riguarda un essere che ha una sola voce e passa da quattro a due e a tre piedi. Chi non sa rispondere viene divorato. Creonte promette il regno e la vedova di Laio a chi libererà la città.

La risposta di Edipo

Edipo riconosce l’uomo: da bambino procede a quattro zampe, da adulto cammina su due piedi e nella vecchiaia si sostiene con un bastone. Risolto l’enigma, la Sfinge si getta dall’acropoli.

Fonti antiche

Pseudo-Apollodoro, Biblioteca 3.5.8.

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