Maia è la ninfa che genera Ermes dall’unione con Zeus. Esiodo, nella Teogonia (938–939), la chiama figlia di Atlante.
La grotta sul Cillene
L’Inno omerico a Ermes si apre descrivendo Maia appartata in una grotta ombrosa. Zeus la raggiunge di notte, mentre Era dorme, senza che dèi o uomini ne siano a conoscenza.
Il figlio torna alla culla
Dopo il furto delle vacche di Apollo, Ermes ritorna nella grotta e si avvolge nelle fasce. Maia si accorge della sua uscita e lo rimprovera, temendo la reazione di Apollo. Il neonato le risponde rivendicando per entrambi una vita onorata fra gli dèi.
La genealogia
Pseudo-Apollodoro include Maia fra le Pleiadi, figlie di Atlante e Pleione. La maternità di Ermes resta il centro della sua presenza nell’inno.
