Sisifo è uno dei morti tormentati che Odisseo descrive nel libro 11 dell’Odissea. La sua pena è una fatica che deve ricominciare ogni volta che sembra prossima al compimento.
Il masso verso la cima
Con mani e piedi puntati, Sisifo spinge una pietra enorme verso la sommità di un colle. Appena sta per oltrepassarla, la forza del peso la respinge e il masso rotola di nuovo nella pianura.
Il corpo nella fatica
Il poema insiste sullo sforzo fisico: Sisifo torna a spingere, il sudore gli scorre dalle membra e la polvere si solleva intorno al capo. La ripetizione è costruita attraverso il movimento dell’uomo e della pietra.
La pena e la causa
Questi versi mostrano il supplizio senza narrarne la causa. I racconti su Sisifo, Asopo e la rivelazione del rapimento di Egina appartengono ad altre testimonianze, da citare separatamente dal passo omerico.
Fonti e testi consultabili
Omero, Odissea 11.593–600. Testo e passi antichi consultati.
Sintesi originale in italiano dei passi indicati. Il collegamento esterno consente di consultare una traduzione inglese delle fonti.
